Come preventivare un lotto di pezzi in stampa 3D: il prezzo al pezzo
Stampare 20, 50 o 100 pezzi uguali non costa 'prezzo singolo × quantità'. Come calcolare il prezzo al pezzo reale: tempo setup, materiale, e perché il costo unitario scende sui volumi.
Prima o poi arriva: un cliente non vuole un pezzo, ne vuole cinquanta uguali. Gadget per un evento, supporti per un negozio, ricambi per un'azienda. E la domanda diventa: "quanto al pezzo?".
La risposta sbagliata — e comodissima — è prendere il prezzo del singolo e moltiplicarlo per la quantità. Sbagliata in due direzioni: a volte chiedi troppo (e perdi la commessa grossa), a volte troppo poco (e ci rimetti sui tempi). Vediamo come si fa davvero.
Cosa cambia in un lotto
Su un singolo pezzo, una fetta importante del costo è il tempo di preparazione: slicing, avvio, controllo, rimozione, eventuale post-produzione. Su un lotto quel tempo lo spendi (più o meno) una volta sola, ma lo spalmi su tutti i pezzi. Risultato: il costo unitario scende all'aumentare della quantità.
Quello che NON cambia in proporzione è il materiale e il tempo macchina: 50 pezzi consumano ~50 volte il filamento e ~50 volte le ore di un pezzo (se stampati uno per volta) — anche se mettendone di più sullo stesso piatto risparmi avvii e tempi morti.
Prezzo al pezzo = prezzo lotto / n. È quello che scende sui volumi — non perché "fai lo sconto", ma perché il setup pesa meno per pezzo.
Esempio: 50 portamenu
Mettiamo un portamenu da 35 g, 25 minuti di stampa, che stampi 2 alla volta sul piatto.
- Materiale: 35 g × 50 = 1.750 g → ~21 € (PLA a ~12 €/kg con scarto)
- Tempo macchina: ~10,5 ore totali (2 pezzi/ciclo) → ~5 € di costo orario
- Setup una tantum (preparazione lotto, controllo): ~30 min → ~7,50 €
- Manodopera per pezzo (rimozione, rifinitura): pochi minuti × 50
Sommi tutto, applichi il margine, e dividi per 50: ottieni un prezzo al pezzo sensibilmente più basso di quello che chiederesti per UN portamenu singolo — ma che ti lascia comunque il margine. È questo che ti rende competitivo sulle commesse a volume senza svenderti.
Se vuoi rivedere come si compongono le singole voci (materiale, energia, ammortamento, manodopera), parti dalla guida al calcolo del costo di una stampa 3D; e per il costo orario della macchina c'è l'articolo dedicato.
Gli errori sui lotti
- Prezzo singolo × quantità. Ignori il fatto che il setup lo spalmi: chiedi troppo e il cliente va altrove.
- Sconto a caso "perché tanti". Tagli il prezzo a sensazione e ti mangi il margine. Lo sconto sul volume deve uscire dal calcolo, non da una sensazione.
- Dimenticare i fallimenti su grandi numeri. Su 100 pezzi qualcuno verrà male: mettilo nel costo.
Come lo faccio io
In Stimalo attivo la modalità lotto: carico il G-code (o il .gcode.3mf di Bambu), imposto la quantità di pezzi e un eventuale tempo di setup, e il calcolatore mi dà il prezzo unitario oltre al totale. Nel PDF al cliente compaiono entrambi — totale e prezzo al pezzo — così la commessa a volume è chiara e trasparente.
È gratis e si prova senza registrarsi: fai un preventivo a lotto qui. Per salvarlo e mandarlo al cliente in PDF, crea un account gratuito.
Qual è la commessa a volume più grande che hai fatto? Raccontamela, sono curioso.
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